Battlefield Waltz

In amore e in guerra, si sa, tutto è lecito

Pubblicato il 1 Aprile 2025 alle ore 15:00
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Pongiornissimo, gente della Tribù, e buon primo aprile! Oggi sono qui con voi per portarvi una nuova recensione, e non uno scherzone a sorpresa, dedicata a un titolo pronto ad arrivare esattamente tra una settimana su Nintendo Switch.
Che ci crediate o no, proprio come successo per il mio precedente pezzo, anche oggi siamo qui per parlare di una visual novel di genere otome, andando nuovamente a caccia di affascinanti ragazzi da conquistare (questo è diventato il mio ruolo principe in questa comunità, insomma). I nostri amici di Idea Factory e Reef Entertainment, infatti, mi hanno permesso di mettere le zampe in anticipo sul loro prossimo gioco, ovvero Battlefield Waltz. Sviluppato in origine da Otomate e HYDE Inc. per PlayStation Vita, il titolo sta per fare il suo arrivo in Occidente per la prima volta: come si sarà comportato? Direi che è il momento di posizionarsi ai propri banchi e scoprirlo, buona lettura!

Capitolo 1: Awakening of the Cursed Sword

Battlefield Waltz è una storia ambientata in un mondo fantasy dal sapore piuttosto classico che narra le vicende di Lan, una giovane che si trova strappata dalla sua tranquilla quotidianità per colpa di un’invasione ai danni del suo pacifico villaggio. Nel corso dell’attacco, la ragazza perde quasi tutto e tutti, ma finisce per entrare in qualche modo in contatto con un antico e potentissimo artefatto, noto semplicemente in lingua inglese come Cursed Sword (letteralmente “Spada Maledetta”), tanto da riuscire così a salvarsi. Additata come pericolosa per essere divenuta la possessora dell’arma, questa sua nuova posizione la rende però una risorsa strategica di rilevanza notevole, tant’è che le viene concesso di entrare a far parte del Nirvana. Questa altri non è che una speciale accademia militare pensata per accogliere la crème de la crème che Ortesia, il continente su cui si svolgono i fatti, ha da offrire, dove abili ragazzi vengono forgiati per diventare figure militari di spicco. La ragazza deve cominciare una nuova vita in un mondo a lei estraneo, ma avrà la possibilità di trovare validi alleati e stringere legami profondi.

Non addentrandoci nel vivo dell’intreccio, possiamo già dirvi che le premesse narrative del gioco e l'effettiva maggioranza delle vicende narrate spesso andranno a scontrarsi un poco anche agli occhi dei meno attenti. Da che il tono iniziale di Battlefield Waltz risulta serio e per certi versi drammatico, nel giro di pochi minuti dopo l’arrivo di Lan nell’accademia ci ritroviamo a vivere avventure degne di opere ben più vicine allo slice of life o incentrate sul narrare eventi frivoli della vita scolastica di questi ragazzi d'élite. Non che ci sia nulla di male in questo genere di storie, ma il tono della narrazione risulta quindi un po’ incerto, a volte anche penalizzato dal ritmo scelto per mettere in scena gli eventi.
Lo stesso mondo che ci viene presentato, costellato di piccoli riferimenti alla nostra Terra [chissà a cosa è ispirata l’isola chiamata Zipang da cui proviene l’unico utilizzatore di katana della scuola… N.d.R.], non viene sfruttato al meglio. I suoi vari regni vengono descritti senza risultare mai sufficientemente approfonditi, diventando elementi di sfondo che di rado contribuiscono in modo rilevante alla storia.

Capitolo 2: Gelato and Lips

Stiamo parlando però di un otome, un titolo in cui i personaggi sono il centro focale dell’attenzione delle giocatrici (o anche dei giocatori)… quindi possiamo un po’ tranquillizzarvi e dirvi che, sotto questo aspetto, Battlefield Waltz riesce a fare un lavoro distinto.
La protagonista del gioco, malgrado soffra di qualche problema di scrittura dato dal modo in cui viene gestita la questione di genere all’interno della scuola [canonicamente aperta a maschi e femmine N.d.R.] e il modo in cui lei affronta il suo lutto, risulta piacevole da interpretare. Nei panni di Lan, infatti, si ha la possibilità di scegliere molte volte cosa dire o come agire, il che rende le sue vicende scolastiche e romantiche piuttosto coinvolgenti. La giovane, che viene abbastanza dipinta come un’inetta decisamente non al pari dei suoi compagni, ha delle possibili evoluzioni interessanti e, a conti fatti, dimostra di avere molto più controllo sulle situazioni in cui viene calata di quello che potrebbe sembrare all’inizio. Le varie dinamiche che si sviluppano tra lei e i comprimari risultano abbastanza credibili e riescono a dipingerla come una buona eroina.

Com’è prassi, nel corso della storia potremo quindi sviluppare il nostro rapporto personale con diversi interessi amorosi [di base ce ne sono cinque, più uno extra N.d.R.] tramite numerose scelte, alcune delle quali dovranno essere per forza soddisfatte per evitare di chiudere le nostre avventure con un finale negativo. Parlando quindi dei compagni conquistabili dalla nostra Lan possiamo dire che le opzioni non sono troppe, ma risultano interessanti e coprono una buona varietà di ragazzi. Ciò che abbiamo potuto vedere ci ha inoltre colpito in positivo, dato che ognuno di loro ha dalla sua una storia che evolve le vicende (che soffrono delle pecche di cui abbiamo già parlato) in modi che non si accavallano troppo tra di loro, mostrando di pari passo gli aspetti più profondi della propria personalità, che non è mai piatta come sembra.
Una nota simpatica che ci sentiamo di aggiungere è come alcuni personaggi maschili secondari, almeno inizialmente, ci abbiano maggiormente ispirato dei comprimari, pur non essendo tra le papabili conquiste amorose. I dialoghi in loro compagnia risultano carini… pur rivelandosi spesso fini a sé stessi.

Capitolo 3: Sound of the Bell

Come anticipato nell’introduzione, Battlefield Waltz è un’opera che sta per giungere in Occidente dopo essere rimasta disponibile solo sul mercato giapponese per diverso tempo, dato che il rilascio su PS Vita avvenne nel lontano 2014, ben undici anni fa. Al contrario di altri generi videoludici, è lecito pensare che il passare di così tanto tempo tra una pubblicazione e l’altra non sia poi così “provante” per la resa tecnica di una visual novel, ma abbiamo potuto constatare che, sotto alcuni aspetti, gli anni si sono comunque fatti sentire rispetto a esperienze dello stesse genere realizzate più di recente. Il titolo di Otomate ha una struttura basata su un tracciato quasi sempre consultabile, ma che non permette di saltare tra i vari capitoli delle vicende con scioltezza. Per fare ciò è necessario tornare ogni volta al menu principale o far scorrere in modo rapido i dialoghi, cosa che rende il processo di scovare la scelta chiave da noi mancata per un determinato risultato un po’ tedioso. Il gioco non ci ha comunque mai causato problemi di sorta sotto il lato tecnico, badate bene, risultando perfettamente funzionante anche in portatile!

Anche parlando del lato artistico, il gioco fa il suo senza brillare mai troppo, con buoni alti e qualche basso. Per questo comparto possiamo sicuramente lodare il gran numero di ritratti disponibili per tutti i personaggi che riempiono le vicende di Lan, con molte espressioni e interi cambi di abiti [o dettagli apparentemente minimi che hanno però molta rilevanza, come una garza sulla mano N.d.R.], e le tante immagini che si possono ammirare nel corso della storia. Di contro ci viene da sottolineare come alcuni design siano decisamente poco sensati, come quelli delle armature, o soprattutto come alcune tavole non risultino della stessa qualità delle altre.
Chiudiamo con il comparto audio, che è caratterizzato da un ottimo doppiaggio nipponico per tutto il cast e da delle musiche che fanno da buon accompagnamento. C’è da dire che alcune tracce musicali risultano a volte non perfettamente in linea con il tono della scena in cui compaiono, ma è stata una sensazione per fortuna rara. E sì, nel caso ve lo steste chiedendo, lo spirito della Spada Maledetta ha la voce di Naruto [orgoglioso di averla riconosciuta pur non essendo esperto N.d.R.].

Conclusioni: A Curse Called Happiness

Come di consueto, siamo ora giunti alla fine di questa recensione, pronti a tirare le somme del titolo di oggi. Badate bene, Battlefield Waltz non è assolutamente un brutto gioco, ma dobbiamo ammettere che in più occasioni ci è parso destinato a risultare fin troppo privo di mordente o di una sua personalità davvero ben distinta. Facciamo notare che in questa visual novel non tutte le strade amorose sono sin da subito disponibili, ma è anzi necessario sbloccare alcuni ragazzi (che comunque compaiono attivamente sin da subito) tramite più passaggi, il che si collega a nostro avviso a una struttura un po’ datata e che non è più adottata in maniera così diretta in opere più moderne. Questo potrebbe facilmente aumentare il tempo di gioco di un utente appassionato e intenzionato a scoprire ogni sfaccettatura delle storie proposte, ma lo espone anche al rischio di risultare un po’ “spompato” dal dover ripetere diversi passaggi per poter sbloccare ogni tracciato romantico.

A conti fatti, pensiamo che gli appassionati del genere troveranno sicuramente delle buone qualità in Battlefield Waltz, ma siamo anche consapevoli che alcune scelte messe in atto dagli sviluppatori potrebbero al contempo scoraggiare chi non si sente sin da subito catturato da una storia ben scritta. Se cercate un worldbuilding più definito e temi trattati con maggiore realismo e serietà, ci sono altri titoli che fanno al caso vostro. Nel caso contrario, diventate parte del Nirvana e scoprite come aiutare Lan a scrivere la sua storia!
Noi, ridendo e scherzando, ci siamo comunque emozionati nei momenti giusti…

Good

Buona protagonista e premessa accattivante…
Interessi amorosi con storie affascinanti
Stilisticamente grazioso e ricco di varietà…
Doppiaggio nipponico sempre al top
Tecnicamente molto valido
Il negozio in cui acquistare extra è un’idea carina
Quel patato di Asaka

Bad

… in un contesto narrativo dai toni poco definiti
Struttura di gioco che si mostra un po’ vetusta
… che a volte però non mostra una qualità costante
Il mondo di Ortesia non è sfruttato a dovere
Testi solo in inglese (e con qualche errore di battitura)
7.6
"PRETTY GOOD"

Sviluppatore: Otomate (Idea Factory), HYDE Inc.
Distributore: Idea Factory International, Reef Entertainment
Data di uscita: 8 aprile 2025
Genere: Visual novel fantastico-romantica, otome
PEGI: 12+
Piattaforme: Nintendo Switch

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