Life is Strange 2 Archivi - Tribe Games https://www.tribe.games/life-is-strange-2/ Videogiochi, Cinema, Giochi da Tavolo, Serie Tv, Podcast e Live Sun, 15 Aug 2021 11:58:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.6.2 https://www.tribe.games/wp-content/uploads/2021/08/cropped-avatar_facebook2021-32x32.png Life is Strange 2 Archivi - Tribe Games https://www.tribe.games/life-is-strange-2/ 32 32 Life is Strange 2: Episodio 5 https://www.tribe.games/recensione/life-is-strange-2-episodio-5-recensione/ https://www.tribe.games/recensione/life-is-strange-2-episodio-5-recensione/#respond Mon, 16 Dec 2019 14:30:00 +0000 https://https://tribe.games/?post_type=recensione&p=4059 Alla fine ci siamo arrivati, dopo più di un anno di attesa, siamo alla conclusione del nostro viaggio in Life is […]

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Alla fine ci siamo arrivati, dopo più di un anno di attesa, siamo alla conclusione del nostro viaggio in Life is Strange 2.
Titolo controverso, discusso, su cui molte persone, anche tra gli ultra-appassionati dei “primi due” Life is Strange, si sono espresse in maniera non lusinghiera, non perdonando il titolo ingombrante e a loro detta, erroneamente affibbiato alle vicende dei fratelli Diaz.

Io sono IlNonnoMarbleCat e sono felice di dare il benvenuto a tutti gli amici di Tribe Games, in questa ultima recensione dedicata a Life is Strange 2.
Rilasciato il 03 Dicembre 2019 per PcPlaystation 4 e Xbox One questo quinto episodio dal titolo “Wolves”, Lupi, porta a degna conclusione le vicende di Sean e Daniel nel loro sfortunato viaggio, il cammino di due fratelli lupi, alle prese con vicende infauste e complesse da dirimere.

Ultima recensione

Abbiamo provato la volta scorsa, a stuzzicare i lettori di Tribe Games che seguono le nostre recensioni, a reagire nei commenti sia sotto la recensione e sia nel nostro canale Telegram, per provare ad avere una immagine di quante siano le persone che hanno seguito lo svolgimento di questo Life is Strange 2 [di cui vi lasciamo qui di seguito i link alle singole recensioni. NdN].
Recensione episodio 1 – Roads.
Recensione episodio 2 – Rules.
Recensione episodio 3 – Wastelands.
Recensione episodio 4 – Faith.

L’impressione che abbiamo avuto, in questo ipotetico e minuscolo campione di persone, è che una grossa parte di videogiocatori abbia snobbato questo titolo.
Alcuni sicuramente perché non apprezzano questo genere di storie e di gameplay, ma in larga parte è perché si sono sentiti traditi dal secondo capitolo di un titolo [ricordo che Before the Storm era un prequel del primo Life is Strange. NdN], che non continua la narrazione delle vicende di Max e Chloe.
Questo sicuramente potrebbe essere un vanto per i programmatori di Dontnod, che possono avere la certezza che, con il primo capitolo, hanno regalato al mondo videoludico una storia memorabile, con delle protagoniste che hanno creato nei videogiocatori una empatia e una miscelanza di sentimenti tali, da creare una unione chimica.

Però è sbagliato fermarsi alle apparenze, anche perché questo Life is Strange 2 non è in nulla e per nulla inferiore al suo predecessore anzi, per certi versi, lo abbiamo trovato addirittura superiore.

Abbassate pure torce e forconi e lasciateci spiegare!
Come ben sapete, lo scrivente Nonno considera Life is Strange come uno dei giochi migliori a cui abbia mai giocato.
Però è indiscutibile che, a livello di gameplay e di narrazione, i primi episodi di Life is Strange non sono né eccellenti e né incredibilmente vari. Servono per presentarci il mondo di gioco, i protagonisti, per farci abituare al potere di Max; addirittura fino al quarto episodio, non è chiaro dove la storia voglia portarci, non c’è una direzione ben definita e una meta. Il gioco è appassionante e dannatamente coinvolgente, proprio nella sua interezza, perché si prende il tempo che gli serve, per raccontare una bella storia, con tutti dettagli del caso, trattando argomenti elevati in modo crudo ma adulto.

Questo Life is Strange 2 fa esattamente la stessa cosa, ma cambiando la prospettiva a cui il giocatore era abituato.
Innanzitutto noi guidiamo le scelte di Sean, il ragazzo “normale”, senza poteri e il gioco ci ribadisce in continuazione che noi non abbiamo nessun controllo sull’utilizzo dei poteri da parte di Daniel.
In secondo luogo, la meta del nostro viaggio è ben chiara fin da subito. I due ragazzi vogliono raggiungere una località in MessicoPuerto Lobos, per cercare scampo dagli avvenimenti di Seattle che li hanno strappati dalle loro vite precedenti.
Anche in questo caso, il gioco si prende tutti i suoi tempi, ci rassicura e ci atterrisce, ci pone davanti personaggi incredibilmente buoni in contrapposizione ad altri esageratamente cattivi.
E il cocktail che crea, funziona proprio nella sua totalità, nel saliscendi di bontà e cattiveria, nel farci quasi desiderare di perdere la nostra umanità, cercando giustizia ad ogni costo.
E gli argomenti che tratta, sono ancora una volta profondi, elevati, attuali; amore e odio, razzismo, povertà, droga, sesso, omosessualità. Sono gli stessi problemi della società odierna, di cui si può sentire parlare accendendo la televisione o ascoltando la radio.

E oltretutto, concludendo questa lunga introduzione a questa ultima recensione di Life is Strange 2, durante questo ultimo episodio, avremo modo anche di sentire parlare di Max e di Chloe, delle vicende vissute nel primo capitolo e delle conseguenze che queste hanno avuto. E lo faranno in puro stile Life is Strange, prendendoci a pugni nello stomaco, e sbattendoci in faccia un vecchio, non troppo amato, personaggio ormai dimenticato che ancora una volta incrocia le nostre strade.

L’unico vero dispiacere del Nonno in questo episodio finale, è che la sua previsione su come si sarebbe conclusa la storia, non si è avverata. Alla fine non salterà fuori Max che, magicamente con i suoi poteri, riporterà i nostri protagonisti al passato, a prima della morte del padre di Sean e Daniel.

Sarebbe stato un finale sicuramente epico, ma forse troppo improntato al fan-service.
Gli eventi di Arcadia Bay, ci hanno insegnato quanto sia rischioso immischiarsi in modo artificioso nelle linee temporali; quello è un capitolo chiuso e i problemi della vita vanno affrontati in un modo completamente differente.
E questo Wolves ci dà una dimostrazione magistrale di come tutto ciò si possa fare.

Wolves

Questo episodio è collocato a livello temporale circa un mese, dopo le avventure vissute a Heaven Point.
Dopo aver aiutato Sean a far fuggire Daniel dalla sua prigione morale e affettiva in cui era stato rinchiuso, Karen [la madre di Sean e Daniel. NdN], porta i due ragazzi a casa sua, in una comune nel deserto chiamata Away, di modo che possano ristabilirsi fisicamente ed affettivamente.

Questa comunità, abitata da meno di 10 persone, sarà la prima delle zone in cui ci troveremo all’interno di questo episodio; diciamo che rappresenta, ipoteticamente la quiete, il momento in cui possiamo rifiatare e tirare le somme di tutta la nostra avventura, prima dello scatenarsi della tempesta finale [con quale citazione ve lo sto dicendo? NdN].

Questa prima parte iniziale, avrà diversi scopi.
Da una parte avremo modo di approfondire e in qualche modo completare il nostro rapporto con Daniel. Alcune delle scelte che faremo in questo momento, avranno delle ripercussioni durante le fasi finali di questo Life is Strange 2.
Oltretutto potremo vivere e, se lo vorremo, recuperare la relazione con nostra madre Karen, scegliendo di volta in volta il livello di interazione e di compromissione da tenere nei suoi confronti.
E infine, ad Away, avremo modo di incontrare diverse persone, alcune sconosciute e alcune vecchie conoscenze che all’improvviso ci si pareranno davanti. Abbiamo interpretato questo momento e questi personaggi, come il mostrare al giocatore le varie possibilità, le molte scelte, tra cui alla fine avremo modo di districarci.
Non neghiamo che vedere e riconoscere uno di questi personaggi, ci ha emozionato e stupito in modo intimo, empatico, tipico di Life is Strange e soprattutto le linee di dialogo che avremo con lui, saranno veramente toccanti perché andranno a stuzzicare la nostra memoria e a mostrarci le conseguenze di scelte effettuate in un altro tempo e in un altro luogo, ad Arcadia Bay.

La calma apparente offerta da Away, naturalmente sarà guastata dal passato di Sean e Daniel, dalle autorità che continuamente ricercano i due ragazzi per tutti i casini successi negli episodi precedenti.
Da questo punto in poi, l’episodio diventa un crescendo costante di tensione e di scelte sempre più serrate.
Prima del gran finale, Wolves ci sbatte in faccia tutta la nostra incompiutezza, l’insicurezza dell’essere umano che, per nascondere i propri limiti, mostra comportamenti aggressivi ed egoistici, in contrapposizione ad un altro umano indebolito, sconfitto, annullato.

Questa è la cosa che più di tutte abbiamo apprezzato in questo Life is Strange 2 e in particolar modo in questo quinto episodio.
E’ un viaggio simbolico all’interno dell’animo umano, per mostrarne tutte le “stranezze”, per metterle a nudo. E gli argomenti che tratta sono attuali e sbattuti in faccia al giocatore con una tale potenza, da lasciare quasi attoniti.

Il tutto si conclude in un finale da brivido, davanti ad una scelta decisiva per i due fratelli in cui dovremo scegliere realmente in base alla nostra umanità, al nostro temperamento e a come questa avventura ci ha plasmato.
Al contrario del precedente capitolo, il finale non ci porta alle classiche due “soluzioni”.
In base alle decisioni effettuate durante il nostro gameplay, anche effettuando la stessa scelta nella parte finale, potremo avere finali molto diversi tra di loro, per un totale di più di 5 finali differenti.

Tecnicamente

A livello tecnico, questo episodio ha riproposto il bello che abbiamo già visto in passato, perciò non avrebbe senso dilungarsi oltre.
Musiche evocative e perfettamente calate nel contesto, illuminazione spettacolare e paesaggi sconfinati, per far vagare lo sguardo e forse, ricollegarci un po’ più a fondo con il significato che ciascuno di noi vuole dare alla sua vita.

Tecnicamente il gioco è solido e ancora una volta non ha presentato nessuna sbavatura.
Al contrario di altri giochi ad episodi che abbiamo avuto modo di provare, che peccavano proprio sotto il profilo tecnico [con animazioni ripetute e palesemente copiate…giusto per farne memoria. NdN]Life is Strange 2 è impeccabile, vario, e con questo finale, non fa rimpiangere l’attesa tra un episodio e l’altro.

Finale

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio, alla scena finale, alla scelta finale.
Proprio parlando di finali, quello che abbiamo ottenuto nella run “ufficiale”, giocata per scrivere questa recensione, ci ha portato ad un finale che ci ha lasciato con l’amaro in bocca.
Non perché non fosse quello che ci aspettavamo al momento della scelta o perché non rispecchiasse la moralità che abbiamo deciso di mantenere durante le nostre partite, ma per la sua apparente “ingiustizia” e la sua schiettezza.

Abbiamo adorato però il fatto che, nonostante il nostro finale ci abbia amareggiato, fosse probabilmente il migliore ottenibile in questo Life is Strange 2 e quello maggiormente in linea con il nostro stile di gioco.

Un finale che, come spero tutti voi saprete, scrive anche la parola fine nella mia esperienza personale in questo mondo e in questa professione. Se non sapete di cosa io stia parlando e volete approfondire questo argomento, trovate la spiegazione a questo indirizzo.

Non voglio fare un altro pippone su questo argomento e uso queste ultime righe solo per qualche ringraziamento.
Ringrazio Tribe GamesPerrin e tutti i membri dello staff che ho avuto modo di conoscere, per questi 4 anni passati assieme, per le esperienze, le risate, i litigi.
Ogni singola persona con cui ho avuto modo di relazionarmi durante questa esperienza, mi hanno lasciato qualcosa, un ricordo, un insegnamento. Una parola, un momento o semplicemente un sorriso, hanno contribuito alla mia crescita personale e a fare di me, la persona che sono oggi.
E’ stato un onore per me partecipare a questo progetto, al sito, alla rivista, alle live; ricorderò tutto questo, con gioia ed emozione; in attesa di scoprire cosa il futuro riserverà ad ognuno di noi, in questa strana vita che ci attende.

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Life is Strange 2: Episodio 4 https://www.tribe.games/recensione/life-is-strange-2-episodio-4-recensione/ https://www.tribe.games/recensione/life-is-strange-2-episodio-4-recensione/#respond Tue, 03 Sep 2019 14:00:00 +0000 https://https://tribe.games/?post_type=recensione&p=5179 Buongiorno e benvenuti a tutti gli amici di Tribe Games, in questa recensione dedicata al penultimo episodio di Life is Strange 2. […]

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Buongiorno e benvenuti a tutti gli amici di Tribe Games, in questa recensione dedicata al penultimo episodio di Life is Strange 2. Rilasciato il 22 agosto per PcPlaystation 4 e Xbox One, questo quarto episodio si intitola “Faith”, fede, e nello svolgimento degli avvenimenti che vivremo in questo gameplay risulteranno chiarissime le implicazioni dietro a questo titolo.

Io sono IlNonnoMarblecat e sono ancora orgoglioso, oggi, di potervi portare la recensione di un titolo controverso, discusso, in parte anche odiato e snobbato dalla maggior parte dell’utenza di Life is Strange; un titolo arrivato, come anticipato prima, al suo penultimo episodio e con cui, per scelta, condivido lo scandire della numerazione degli episodi. Questa come forse sapete sarà la mia personale, penultima recensione.

Parliamo un po’ in modo personale

Non so quanti di voi ne siano a conoscenza, perché non ho l’esatta percezione di quante siano le persone che leggono le mie recensioni, ma la prossima recensione dedicata a “Life is Strange 2” sarà la mia ultima. Se vi state ponendo delle domande aggiuntive a riguardo di quest’ultima affermazione, vi consiglio, se non l’avete ancora fatto, di recuperare l’articolo “Saying Goodbye!”, che trovate a questo indirizzo.

Non è casuale il fatto che, all’inizio di questa recensione, stia ponendo l’attenzione proprio su quest’aspetto, ma vorrei domandare ai lettori e provare a capire, quanti stiano seguendo realmente questa serie di recensioni su Life is Strange 2.
Parlando con amici e con tanti dei ragazzi della Tribù, mi è sembrato di cogliere un certo scetticismo rispetto a questo titolo e in generale una tendenza ad ignorarlo.
Capisco che porta un titolo ingombrante e che per tantissimi di noi, i due giochi che lo hanno preceduto (Life is Strange e Before the Storm), sono state delle piccole perle videoludiche, e capisco anche che il cambio di protagonisti, lasciando il titolo invariato, possa far storcere il naso.
Però è anche vero che il titolo “Life is Strange” è un titolo “indeterminato” e all’interno del quale è possibile mettere di tutto. Diverso sarebbe stato se il gioco si fosse chiamato “The strange life of Max & Chloe” e poi nel secondo capitolo il gioco non avesse avuto Max & Chloe come personaggi.

Faccio un esempio un po’ più concreto e attuale per spiegare il punto.
Se avete visto la serie Netflix intitolata “13 Reasons Why”, saprete che da pochi giorni è stata pubblicata la terza stagione.
Nella prima stagione, durante i tredici episodi, la protagonista Hannah Baker spiega attraverso tredici audiocassette indirizzate a tredici persone, le motivazioni del proprio suicidio. Appunto: 13 Reasons Why.
Nella seconda e nella terza stagione, la trama non parla più direttamente delle ragioni del suicidio, ma solo di ciò che succede dopo l’ascolto delle cassette e perciò l’unico collegamento rispetto al titolo rimangono i 13 episodi che compongono ogni stagione. Questo è perché il titolo è troppo “determinativo”.
Questo è quello che succede quando vuoi tirare avanti a forza un brand, solo per continuare a spremere soldi, sfruttando il successo avuto con il primo episodio.

Però voglio ribadire in modo chiaro, che questo non è assolutamente il caso di Life is Strange 2, che si sviluppa su una trama bella, originale, profonda e adulta e vi consiglio di non perdervelo solo per sentito dire o per l’antipatia data dal titolo del gioco. Vi assicuro che non lo merita! Abbiate il titolo di questo episodio!

Fede

Entriamo nello specifico di questo quarto episodio, che si colloca temporalmente due mesi dopo gli eventi di quello precedente. Cercheremo di addentrarci il meno possibile nulla trama, per cercare di non spoilerare e così facendo rovinare il finale dell’episodio precedente.

Il nostro protagonista si risveglia in ospedale, dopo un lungo periodo passato in coma in seguito al finale dell’episodio precedente e dovendo fare i conti con le conseguenze di quegli avvenimenti.
Separato per l’ennesima volta dal fratello e braccato dalle autorità, oramai non solo per gli eventi di Seattle, dovremo fuggire dall’ospedale e rimetterci in marcia, questa volta in solitaria, per riunire la famiglia Diaz una volta per tutte.

Il nostro viaggio ancora una volta, ci farà incontrare personaggi incredibilmente positivi, in pesante contrapposizione con altri, purtroppo, “realisticamente” negativi, anche molto più rispetto ai precedenti episodi; la cosa che però salterà immediatamente agli occhi in questo “Faith” sarà che in ogni fase di gioco di questo quarto episodio, ci troveremo ad affrontare situazioni e problematiche sempre profonde e differenti, e non ci saranno molti momenti leggeri, inutili o di transizione.

Questo quarto episodio lo potremmo definire come un sunto di tutti gli episodi giocati in precedenza.
Percorreremo con il nostro protagonista, un po’ tutte le argomentazioni viste fino ad ora: a partire dal razzismo degli americani nei confronti dei messicani, che non disdegna di mostrarci scene di violenza gratuita e senza scopo; passando alla follia collettiva di persone che in nome della chiesa e della fede, abbandonano la loro umanità e le loro capacità senzienti e poi arrivando a trattare discorsi quali l’omosessualità, l’educazione, la famiglia, l’amore.
Tutti questi argomenti vengono trattati e sviscerati in modo crudo, diretto e senza fronzoli e il focus viene dato alla profonda critica che, nel sottotesto del gioco, viene espressa nei confronti di questi argomenti.

La storia arriva al suo epilogo in maniera differente rispetto al solito, senza il solito cliffhanger, senza lasciare domande o dubbi aperti, ma con un finale credibile e “conclusivo” rispetto ai quattro episodi già rilasciati.
Questo particolare ci ha lasciato positivamente stupiti, perché significa che tutti i presupposti necessari per approcciarci al termine delle avventure di Sean e Daniel, sono stati esplorati e siamo pronti per il gran finale.
Non avere bisogno di un cliffhanger per portare dietro gli spettatori nell’ultimo episodio, ci lascia sperare che tu abbia le capacità e l’esperienza [leggi cazzo duro, ma non potevo scriverlo. NdN] per fare un finale di Life is Strange 2 che sarà incredibilmente bello ed appassionante senza usare sotterfugi, e che il materiale in tuo possesso sia valido e perfetto.

Sta di fatto che l’immagine post-credit, sia a livello narrativo e sia a livello attuale e critico, vale veramente il viaggio vissuto fino ad ora ed è proprio un nuovo inizio l’aspettativa con cui ci lascia; con tutti i casini che Sean e Daniel stanno vivendo, Dontnod sta veramente stuzzicando il giocatore nel desiderare di avere la forza, il “potere” di poter affrontare le difficoltà e le ingiustizie, usando magari anche la cattiveria, urlando la propria rabbia, scavandosi una strada in mezzo alle persone, perdendo la propria umanità. Probabilmente questo è il focus principale che si nasconde dietro queste vicende di Life is Strange 2, il riuscire a rimanere umani, nonostante la vita non lo sia, con noi e i nostri protagonisti.

In conclusione

Come negli episodi precedenti, a livello tecnico non abbiamo nulla da dire su questo Faith; nelle poco più di tre ore di episodio, a parte qualche sporadico problema di texture ballerine, non abbiamo visto altri problemi.
La musica è sempre bella e azzeccata e crea la giusta atmosfera, con molte chitarre arpeggiate country a sottolineare le sofferenze e le difficoltà di alcuni momenti, così come la dolcezza di altri.
A differenza dei primi episodi, siamo riusciti ad apprezzare maggiormente anche le parti in cui Sean si mette a disegnare, perché finalmente anche questi momenti hanno acquisito profondità e introspezione e non sembrano più una semplice perdita di tempo.

L’ultimo episodio di Life is Strange 2 sarà rilasciato il 3 dicembre 2019 e finalmente potremo vedere la fine di questa incredibile storia e viverne il finale.
Episodio dopo episodio, ci stiamo sempre di più appassionando alle vicende dei nostri protagonisti, grazie ad una narrazione che si sta rivelando incredibilmente equilibrata ed azzeccata. L’arrivo in questo quarto episodio di un certo personaggio femminile [non quello che mi aspettavo io, per chi capisce a chi io mi riferisca. NdN], ci ha lasciato basiti ma ha aperto una sottotrama veramente interessante e in cui sarà bello ed emozionante effettuare le nostre scelte.

Mai come alla fine di questo quarto episodio, il finale ci ha lasciato con la fretta e l’urgenza di vedere il prossimo; il fatto di non essere in bilico in nessuna delle sottotrame già viste, ma di essere preparati e pronti per il rush finale è stato proprio un colpo di genio.
In quattro episodi, Dontnod è magistralmente riuscita a farci appassionare alle vicende “estranee” alla trama principale, cioè agli avvenimenti di Seattle e hanno fatto crescere e maturare i nostri protagonisti proprio in tempo per il finale.
A dicembre tutti i nodi verranno al pettine e tutti gli indizi lasciano presagire che il finale sarà spettacolare come un Life is Strange si merita. Con o senza Max e Chloe.

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Life is Strange 2: Episodio 3 https://www.tribe.games/recensione/lis2-recensione-episodio-3-recensioneu/ https://www.tribe.games/recensione/lis2-recensione-episodio-3-recensioneu/#respond Sat, 25 May 2019 12:01:00 +0000 https://https://tribe.games/recensione/lis2-recensione-episodio-3-wasteland/ Bentornati a tutti, sempre sulle pagine di Tribe Games, sempre in compagnia del IlNonnoMarbleCat e ancora una volta alle prese […]

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Bentornati a tutti, sempre sulle pagine di Tribe Games, sempre in compagnia del IlNonnoMarbleCat e ancora una volta alle prese con Life is Strange 2.
Quest’oggi siamo qui per parlarvi del terzo episodio della serie dal titolo Wastelands, che è stato rilasciato il 09 Maggio 2019.

Con il secondo episodio, abbiamo conosciuto più approfonditamente i nostri protagonisti e ci siamo appassionati alle loro vicissitudini, in un finale non perfetto, non altisonante, ma nemmeno completamente deludente; però siamo rimasti nel dubbio e nell’insicurezza, in puro stile Dontnod, di non avere idea di dove il gioco volesse andare a parare, di quale fosse il plot principale a cui fare attenzione.
L’incidente di Seattle e la conseguente fuga di Sean e Daniel, saranno una “scusa” che permette ai nostri protagonisti di iniziare il viaggio e i poteri di Daniel saranno in qualche modo utili per un futuro intreccio, oppure il senso di tutto il viaggio sarà proprio legato alle vite dei due ragazzi?

Questo terzo episodio avrà fatto dei passi in avanti nella narrazione orizzontale della storia, oppure ci lascerà di nuovo l’amaro in bocca di una pietanza fenomenale, bella da vedere, dal profumo incredibile e che pregusti di mangiare da tempo ma che, una volta assaggiata, si rivela semplicemente buona ma non soddisfa le aspettative?

Le aspettative

Molte volte sono le aspettative che rovinano un prodotto e anche Life is Strange 2 non è immune da questo problema.

Se una persona aspetta mesi o addirittura anni per poter proseguire una storia, un racconto o un'avventura, si aspetta che il prodotto nuovo che dopo tanto tempo si ritrova per le mani sia stratosferico, sconvolgente, perfetto e che abbia un finale [magari con un bel cliffhanger. NdN], che lo lasci talmente fomentato da avere voglia di ricominciare l’attesa per l’episodio successivo e per il finale della storia.
Questo è il rischio maggiore dei prodotti narrativi ad episodi, siano essi videogiochi, libri, film o serie tv; se non sono realizzati in modo impeccabile e attento, rischiano di perdere per strada un sacco di utenza.

Per fare qualche esempio personale, in senso positivo potremmo citare Breaking Bad o Harry Potter; mentre in senso negativo potremmo citare Hitman o Prison Break.
Non confondiamoci, abbiamo fatto degli esempi negativi ma non perché stiamo parlando di brutti prodotti, tutti gli esempi citati sono ottimi e non banali, solo che nel primo caso l’utenza è talmente coinvolta e trascinata dagli avvenimenti da non poter fare a meno di continuare la fruizione del contenuto perché DEVE sapere come il tutto si concluderà, mentre nel secondo esempio, strada facendo, l’interesse scema perché la narrazione è lenta, piatta, monotona. Non abbiamo citato Cinquanta sfumature o il film della Torre Nera di cui, dopo aver letto l’incipit, non ti frega nulla del se e del come la storia proseguirà.

Il problema di questo Life is Strange 2 è proprio il non riuscire a collocarlo in nessuna delle categorie viste finora a livello di aspettativa e questo, sicuramente per due motivi principali.
Il primo è che attendere 5 mesi tra un episodio e il successivo è una attesa infinitamente lunga per un prodotto che poi si “consuma” in poco più di tre ore, mentre il secondo è che per ora, gli episodi stanno avendo uno svolgimento inaspettato e “pericoloso” nell’ottica delle aspettative.
Tutti gli episodi partono piano, con il recap della situazione in cui ci si trova e la spiegazione della nuova ambientazione, appiattiscono tutto con un gameplay già visto e senza innovazione e arrivano ad un bel finale, a c. d. [iykwim. NdN], che ci lascia stupiti e pieni di domande, ma amareggiati per il “poco” che si è visto in tutto l’episodio.
Manca il crescendo della parte centrale, la pancia della narrazione, che dovrebbe prepararci al plot twist della fine.
Questo terzo episodio non fa differenza, addentriamoci un po’ nella trama e andiamo ad approfondire questo Wastelands.

Westelands

Nel finale del precedente episodio abbiamo lasciato Sean e Daniel in fuga da Beaver Creek dopo i burrascosi avvenimenti in compagnia di Chris, che salgono clandestinamente su di un treno per fuggire alla polizia e ci viene fatto capire, che si sono riuniti con Cassidy e Finn, nel loro viaggio attraverso gli Stati Uniti assieme ad altri ragazzi spiantati.

Così come è stato anche per l’episodio precedente, questo terzo episodio si colloca a livello temporale più avanti di circa un mese o due rispetto al finale che abbiamo visto circa 5 mesi fa.
I nostri protagonisti hanno trovato rifugio in una piantagione di cannabis, in compagnia di altri ragazzi e qui hanno trovato proprio ciò di cui avevano bisogno in questo momento. Un luogo in cui nascondersi dall’autorità e in cui “dimenticare” la realtà da cui fuggono, un lavoro retribuito che gli può dare la possibilità di mettere da parte i soldi per raggiungere il Messico e Puerto Lobos e anche dei compagni con cui potersi aprire e con cui condividere le stranezze della propria vita.

Mentre Roads ci aveva mostrato Daniel in compagnia di Chris, un suo coetaneo con cui aprirsi e con cui ricercare la normalità, questo terzo episodio sposta l’attenzione su Sean, che si trova suo malgrado a fare da genitore al fratello minore e che incontra dei coetanei con cui confrontarsi.
Il tono della narrazione è molto più adulto e, come di consueto, tocca argomenti sempre molto elevati: la violenza domestica, l’abuso di droga, il sesso, l’amicizia, la fede, la voglia di libertà e la ricerca di una vita senza problemi.
Il filo conduttore di tutto però è sempre lo scontro tra Sean e Daniel, che in questo episodio la fa da padrone molto più che in passato, con Sean alle prese con le sue preoccupazioni da “adulto”, dall’incertezza della vita nel futuro prossimo e dalla sua adolescenza strappata dalla normalità di casa e con Daniel che si ribella alle decisioni del fratello in un modo forse esagerato [o pubertoso. NdN] e che, così come è stato negli episodi precedenti, sarà la causa dello “stravolgimento” [lo chiamo così per non fare spoiler. NdN] del finale di episodio.

Perciò tra bagni al lago, umori adolescenziali [volendo anche di diverso orientamento sessuale. NdN], fuochi all’aperto e tante canne, si arriva ad un finale di episodio [il più bello e triste fino ad ora. NdN], che ci eravamo immaginati in pieno ancora prima di arrivarci, ma che ci ha stupito nell’inquadratura finale e per la scena post-credit che danno al titolo dell’episodio un significato differente rispetto all’inizio.
Da desolazione a deserto il passo non è poi così lungo.

Questo terzo episodio

A livello tecnico questo Wastelands ha mostrato le stesse note positive dei precedenti, così come anche quelle negative.
Stessa qualità grafica, senza grosse sbavature se non per alcuni sottotitoli italiani non presenti o alcuni dialoghi non perfettamente tradotti.
Come al solito, le musiche sono ottimamente integrate e perfette per le varie situazioni in cui ci troveremo, con la prevalenza di questa chitarra folk/country per lo più pizzicata o arpeggiata, che ben si adatta ad un gruppo di adolescenti, in una notte attorno al fuoco.

Una cosa che abbiamo apprezzato è stata la scelta variegata dei personaggi con cui ci troveremo ad interagire; una disomogeneità di storie, di etnie, di punti di vista, che permettono di osservare l’ambiente e gli avvenimenti da punti di vista differenti e che perciò arricchiscono piuttosto che confondere.

Come abbiamo già spiegato nella parte iniziale di questa recensione, non è facile inquadrare questo Life is Strange 2.
Ha una storia sicuramente appassionante ma non ricca di colpi di scena o di cose da fare; per adesso non possiamo nemmeno giudicarlo come un titolo immancabile nell’esperienza videoludica di ogni videogiocatore, nonostante questo Wastelands sia senza ombra di dubbio il migliore dei tre usciti fino ad ora.

Probabilmente il suo problema maggiore è che sembra sminuire, molto più che in altri casi, il fattore del gioco a scelte multiple “che hanno delle conseguenze”, mostrandosi in realtà “senza veli” come un unico, grosso tunnel, destinato a terminare in un modo predestinato e in cui le varie scelte che facciamo non cambiano in modo significativo gli avvenimenti.

Questa sensazione la si avverte anche in altri titoli, ma in questo Life is Strange 2 la sensazione è amplificata e la si può comprendere meglio rigiocando il capitolo in modalità Collezionista, in cui possiamo effettuare scelte differenti da quelle del salvataggio principale, senza intaccare i nostri progressi. Provare per credere.

E si torna ad aspettare?

Questa recensione si conclude qui.

Esco dall’impersonalità del recensore e mi rimetto i panni soggettivi da Nonno.
Mio malgrado [se avete giocato Wastelands sapete a cosa mi riferisco. NdN], la previsione di trama che feci tanti mesi fa a Perrin si sta piano piano, per ora, realizzando.

Se Life is Strange 2 dovesse terminare in un modo anche lontanamente simile a come me lo sono immaginato, oltre ad essere estremamente felice per il fatto di aver avuto lo sguardo così lungimirante da prevedere una trama così complessa, sarei oltremodo contento per come tutti i tasselli delle nostre avventure nell’universo di Life is Strange siano andati al posto giusto.

Il 22 agosto uscirà il quarto e penultimo episodio e potremo vedere come si dipaneranno le avventure di Daniel e Sean, noi saremo lì, pronti e ansiosi di emozionarci ancora una volta.

Vi invito a lasciare un commento qui sotto per farmi sapere se questa recensione vi è piaciuta o meno, a farci sapere se state giocando Life is Strange 2 o se avete intenzione di farlo e in caso cosa ne pensate.

Adesso devo proprio andare, perché Sean mi ha spedito un pacchetto e devo vedere cosa contiene e soprattutto se ho ancora cartine. Alla prossima.

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Life is Strange 2: Episodio 2 https://www.tribe.games/recensione/lis2-episodio-2-rules-recensione/ https://www.tribe.games/recensione/lis2-episodio-2-rules-recensione/#respond Thu, 31 Jan 2019 16:20:00 +0000 https://https://tribe.games/recensione/lis2-recensione-episodio-2-rules-2/ Bentornati a tutti i videogiocatori e agli amici di Tribe Games con questa nuova recensione de IlNonnoMarbleCat, che quest’oggi vi […]

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Bentornati a tutti i videogiocatori e agli amici di Tribe Games con questa nuova recensione de IlNonnoMarbleCat, che quest’oggi vi porta la recensione del secondo episodio di Life is Strange 2, che ha come titolo Rules, rilasciato il 24 gennaio 2019.
L’uscita del primo episodio è stata molto discussa e controversa, sia per la mancanza di Max e Chloe, personaggi iconici e amati di questo universo narrativo e sia perché, il primo episodio, non è stato accattivante e incisivo come molti si aspettavano.

Ricordiamo che, nelle conclusioni della scorsa recensione che potete trovare a questo indirizzo [e che vi consigliamo di recuperare prima di proseguire nella lettura seguente. NdN], ci siamo posti delle domande importanti rispetto all’avventura di Sean e Daniel e abbiamo voluto dare fiducia a livello di giudizio e di votazione ad un primo capitolo bello, ma forse non del tutto all’altezza delle grandissime aspettative.
Ora è arrivato il momento di riscuotere il primo “pedaggio” e di capire se questo secondo capitolo ci avvicinerà inesorabilmente ad una minestra riscaldata oppure al preludio di un piccolo capolavoro videoludico.
Saranno riusciti i ragazzi di Dontnod a ripetere il miracolo del primo LIS? Seguiteci e lo scoprirete…

Il paragone con le avventure di Max e Chloe

Uno degli “errori” che un giocatore potrebbe fare nel valutare l’esperienza di gioco di questo secondo capitolo sarebbe quello di paragonarlo direttamente, episodio per episodio, con il primo Life is Strange; naturalmente lo stesso pensiero/tentazione/errore è stato fatto anche dall’anziano scrivente Nonno che, inizialmente, ha ricercato le stesse caratteristiche narrative/emotive dei primi due episodi delle avventure di Max e Chloe all’interno di quelle di Sean e Daniel.
Questo sarebbe però un errore e riflettendoci a fondo siamo contenti che la narrazione abbia preso una strada differente.

Riportare anche in questo secondo capitolo lo schema narrativo costruito nel primo, sarebbe servito solo come fan-service per i “puristi” [o i fanboy…chiamateli come volete. NdN], ma avrebbe probabilmente rovinato la trama e l’intreccio di questo nuovo viaggio che, è vero, si sviluppa all’interno dello stesso universo, ma non per forza deve ripresentare tutte le medesime meccaniche note.
Abbiamo già visto queste fastidiose manovre “acchiappa-clienti” in molti videogames, libri e anche al cinema e perciò apprezziamo il fatto che Dontnod e Square Enix non lo abbiano fatto [fino ad ora almeno. NdN] in questo Life is Strange 2.

La cosa che invece non abbiamo apprezzato e in cui speriamo ci sia un cambio di direzione molto repentina è il tempo di attesa tra un episodio e l’altro; vivere un’avventura che si preannuncia immersiva e intima, e dover attendere 5 mesi tra un episodio e l’altro, uccide ogni tipo di empatia e di pathos costruiti nel frattempo.
Difatti siamo stati costretti, per rinfrescarci la memoria, a rigiocarci il primo episodio prima di buttarci a capofitto nel continuo della storia.
Se teniamo conto che la pubblicazione di tutti i cinque episodi del primo Life is Strange ha coperto un tempo complessivo di 10 mesi, diventa subito chiaro come sia stato improponibile attendere 5 mesi per la pubblicazione di questo secondo episodio.

Regole

Avevamo lasciato i nostri protagonisti Sean e Daniel in viaggio verso il Messico, dopo la burrascosa fuga da casa e il travagliato e lungo viaggio attraverso un’America ostile ai messicani in particolare e in cerca dei due ragazzi.
La scena post-credits ci lasciava presagire una sorta di allenamento del potere di Daniel da parte del fratello maggiore Sean; questo secondo episodio ricomincia proprio da questo momento.

I ragazzi in fuga si sono inoltrati nella foresta, hanno trovato rifugio assieme al loro cane Funghetto all’interno di una casa abbandonata nel bosco, e da circa un mese cercano di ricostruirsi una vita con una parvenza di normalità e di rimettere ordine negli avvenimenti sconvolgenti appena passati.
L’arrivo dell’inverno rigido dell’Oregon e la salute precaria di Daniel, però, costringono i nostri protagonisti ad abbandonare il proprio rifugio sicuro e ad affrontare il lungo viaggio in direzione di Beaver Creek, luogo in cui vivono i genitori della madre di Sean e Daniel, che si sono allontanati dalla famiglia Diaz quando la loro madre Karen ha abbandonato la famiglia per motivi tuttora sconosciuti.

Raggiunti i nonni materni e dopo essere stati rifocillati e curati a dovere, Sean e Daniel si ritrovano a vivere giorni di clausura, non potendo farsi vedere all’esterno della casa perché ricercati dalle autorità. In uno di questi noiosi pomeriggi nel giardino sul retro di casa dei nonni, i ragazzi conoscono fortuitamente Chris Eriksen, che Daniel salva con il proprio potere telecinetico da una brutta caduta dalla casetta sull’albero.
Queste sequenze sono le stesse che abbiamo già potuto giocare nel prequel Le fantastiche avventure di Captain Spirit, che terminava proprio con la scena di Chris che cadeva dall’albero e che veniva salvato da una strana forza, per poi regalarci un'inquadratura soggettiva proprio di Sean e Dean.

I due bambini, coetanei, entrambi soli e legati dalla passione per i supereroi, legheranno fin da subito e a partire da questo incontro si approfondirà la trama di questo secondo episodio che, oltretutto, ci porterà a scoprire qualche dettaglio in più sulla alla madre dei nostri protagonisti e ci presenterà, grazie ad una scena degna di Before the Storm [curiosi? NdN], due personaggi interessanti che sicuramente rivedremo nei prossimi episodi.

Questo secondo episodio

Dobbiamo ammettere che ci aspettavamo che la trama si impennasse un po’ più direttamente in questo secondo episodio, ma in realtà è solo per il nostro desiderio di scoprire al più presto qualcosa di più su questo Life is Strange 2. Si capisce benissimo come questo sia solo un episodio di passaggio per Sean e Daniel, e gli avvenimenti che stiamo vivendo servono per creare il contesto dei ragazzi, per formarli, in vista delle avventure straordinarie e delle scelte complesse che si troveranno ad affrontare in futuro.

A livello tecnico, il gioco è ben realizzato e non abbiamo trovato praticamente nessun tipo di problema tecnico nella nostra partita. Solo un paio di volte, mettendo il gioco sotto stress ed infilandoci in posti non canonici [essendo il Nonno a giocare non poteva essere altrimenti. NdN], abbiamo trovato qualche texture ballerina e delle occlusioni ambientali non eccellenti; problemi comunque assolutamente non importanti ai fini dell’esperienza di gioco.

Confermiamo anche la bontà delle musiche che, seppur non arrivando ancora all’epicità di quelle del primo capitolo, si sono rivelate ancora una volta ottime e perfette per sottolineare i vari momenti emozionali che vivremo durante la nostra run; una su tutte, ci piacerebbe citare una canzone, suonata e cantata da una certa Cassidy [che ci ha ricordato a livelli estremi Aloy. NdN], ma evitiamo di entrare nel dettaglio per non rovinare la sorpresa a nessuno.

E si torna ad aspettare

Concludiamo la recensione di questo secondo episodio di Life is Strange 2, con la speranza di poter giocare al più presto anche il terzo episodio e di non dover attendere altri cinque mesi prima del prossimo rilascio.
Lo scrivente Nonno si è creato nella propria testa uno sviluppo e una conclusione dignitosa per questo Life is Strange 2, una teoria che purtroppo potrò rivelarvi solo alla fine dei cinque episodi di questo titolo, ma che metterebbe ampiamente d’accordo sia i nuovi giocatori e sia i vecchi fan della serie. [Non è detto, io sono molto esigente e intransigente visto il nome che porta N.d.P.]

Siamo curiosi di capire se le domande che questo titolo ci sta ponendo troveranno una risposta coerente e appassionante come è stato per il primo LIS e per lo spin-off Before the Storm.
Per adesso, comunque, ci dichiariamo ottimisti e soddisfatti e oltretutto sempre più innamorati di questo universo narrativo complesso e sfaccettato.

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