Eccoci qua, amici e amiche della Tribù, per la recensione di un titolo in uscita oggi stesso, ovvero Koira. Questa avventura 2D realizzata da Studio Tolima e pubblicata da DON'T NOD, che il Boss aveva avuto la possibilità di vedere durante la scorsa Gamescom (occasione in cui ha anche intervistato Sander Vanhove, Lead Game Developer, e Ben Lega, Studio Head & Game Director), ci porta in una foresta magica, nella quale faremo amicizia con un piccolo cane e insieme affronteremo sfide di ogni genere per poter tornare a casa sani e salvi.
Koira è un titolo particolare e pieno di poesia, dal grande valore artistico e di significato. Fin da subito ci ha portato in questo mondo mistico capace di essere simultaneamente lontano e vicino alla realtà e di mostrarsi come una metafora della vita reale. Proprio per questo, sin dal primo avvio del gioco, abbiamo avuto aspettative alte per quanto ci attendeva in questa esperienza.
Sarà stato capace di rispettarle?
La trama di per sé racconta, come detto dagli sviluppatori stessi, del rapporto di amicizia tra il personaggio principale, un personaggio non meglio identificato che si risveglia improvvisamente nel mezzo della foresta, e un piccolo cane capace di rischiarare l'oscurità che avvolge questo grande bosco. I due si conoscono subito all'inizio del gioco e decidono di tornare a casa del personaggio principale per vivere insieme. Nel corso del viaggio scopriranno di poter utilizzare degli strani poteri legati alla musica e al canto e stringeranno una forte amicizia, che verrà messa a dura prova in molteplici situazioni, da cinghiali infuriati per la perdita dei figli a cacciatori umani che vogliono catturare il piccolo a quattro zampe. Il loro legame sarà abbastanza forte da riuscire a portarli ad un lieto fine?
Raccontata così, ovviamente, può sembrare una trama normale e alquanto lineare, ma Koira riesce a stupire nella modalità in cui comunica e nella profondità del messaggio che viene trasmesso attraverso le varie situazioni di gioco; se all'inizio è un'esplorazione spensierata di una foresta intrisa di magia e in grande equilibrio [al punto da darci l'idea di essere una fiaba della buonanotte raccontata a un bambino N.d.R.], man mano che si procede ci si addentra nella parte più oscura e crudele del titolo, causata dall'umanità e dai suoi cacciatori, che infliggono duri colpi all'armonia della natura.
In tutto questo, la vera genialità del titolo di Studio Tolima la si trova nello sfruttamento di una tipologia di esposizione narrativa che non presenta nemmeno un singolo dialogo dall'inizio alla fine.
La parola viene, infatti, sostituita da musica, suoni e immagini. In particolare la musica ha un ruolo estremamente importante e viene utilizzata con un'eccellente maestria; per fare un esempio, l'inizio del gioco è nel quasi completo silenzio e, a forza di andare avanti, inizia a colorarsi di note musicali che pian piano compongono una vera e propria melodia, il tutto perfettamente coordinato con l'approfondimento dell'amicizia tra il personaggio principale e il piccolo cane.
Di conseguenza, possiamo descrivere la comunicazione di Koira come una masterclass del "show, don't tell", un'opera capace di dare una significato profondo anche ai suoi silenzi.
La trama di Koira poi vuole trasmettere un messaggio che, a noi, è risultato abbastanza chiaro: l'interferenza incontrollata dell'uomo in luoghi naturali e meravigliosi come questi non fa altro che far calare un velo di oscurità sul territorio, soprattutto se l'influenza dell'umanità finisce per stravolgere l'equilibrio naturale del luogo. I cattivi in questo titolo sono gli uomini, che per la loro avidità finiscono per far scatenare l'ira della natura stessa, che distrugge qualsiasi cosa abbia intorno, persino gli stessi animali e le stesse piante che cercava di proteggere.
La trama di questo titolo, aiutata, come spiegheremo in seguito, da tutti gli altri reparti, è quindi capace di farci provare emozioni diverse e contrastanti, passando da momenti tristi ad altri di pura gioia e altri ancora di grande tensione, tutti dal forte impatto emotivo.
Un'esperienza sicuramente non per tutti, ma che colpisce le giuste corde del proprio cuore.
Parlando invece del gioco come tale, iniziamo dicendo che tutti i comparti, da quello sonoro al tecnico, fino al gameplay di cui parleremo ora, risultano essere in perfetta sinergia con la narrativa. Questo significa che sono stati tutti creati per supportare la storia e per trasmettere meglio i messaggi e le emozioni, per permettere ad un gioco silenzioso di comunicare con il giocatore.
Il gameplay rientra completamente in questa categoria e si evolve nel corso di tutte le cinque ore di gioco per essere un condotto attraverso il quale far immergere profondamente il giocatore nell'atmosfera e nelle azioni eseguite dal personaggio. Infatti, nonostante ci siano pochi tasti da premere per giocare, Koira offre puzzle sempre diversi e interessanti, perlopiù intuitivi [per quanto un paio mi abbiano fatto scervellare non poco, perché poco chiari N.d.R.]. Questo fa sì che vi sia una progressione piacevole e continua che riesce a donare un senso di soddisfazione per la risoluzione di questi indovinelli, senza però interrompere completamente il ritmo di avanzamento della storia. Inoltre, a volte, i puzzle sono accompagnati da elementi stealth che aumentano la tensione della scena [per quanto non esista un vero game over se si fallisce, ma semplicemente si ricomincia da un punto di controllo posto all'inizio della sfida N.d.R.] e aggiungono una certa varietà all'esperienza.
Il gameplay si completa con una serie di minigiochi [quattro o cinque di diversa tipologia N.d.R.], che portano principalmente un momento di pausa e respiro tra una sezione intensa e l'altra, oltre a riuscire a consolidare il sentimento di legame tra il personaggio principale e il suo piccolo compagno animale.
Al gameplay si aggiungono il comparto sonoro e quello grafico, che sono eccezionali: se i suoni e le musiche vengono utilizzati come parte integrante della narrazione, con un'alta qualità e una capacità di trasporto emotivo di alto livello, anche i colori e i disegni in 2D di Koira riescono ad accrescere le sensazioni trasmesse, attraverso un gioco di luci e ombre costante che riesce a cambiare l'atmosfera di ogni scena drasticamente. Questa grafica disegnata a mano, infatti, risulta perfetta per il tipo di gioco che Studio Tolima ha voluto creare e sfrutta molto il cambio netto tra l'utilizzo di colori estremamente vivaci a colori molto più spenti per sottolineare i momenti narrativi.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, invece, esso risulta di qualità, ma con alcuni problemi nelle hitbox delle interazioni e nella gestione della visione dei nemici nelle sezioni stealth; se le prime sono spesso troppo larghe e finiscono per sovrapporsi, la seconda risulta decisamente troppo generosa a favore dei nostri avversari, che saltuariamente riescono a vederci anche se siamo alle loro spalle.
Il titolo di Studio Tolima è breve, ma coerente e pregno di contenuti, un'esperienza di poche ore che lascia il segno e che riesce perfettamente a trasmettere il suo messaggio. Koira appartiene a quella tipologia di giochi che ci fa ricordare perché i videogiochi sono considerati arte e che per poter creare un prodotto di grande valore artistico non servono enormi budget o grafiche super realistiche, bensì un'idea e un messaggio ben precisi, una motivazione forte alla base della sua creazione che faccia da forza trainante del progetto stesso.
Per quanto potrebbe essere migliorato in certe parti, Koira è un titolo da giocare almeno una volta, anche meglio se in un'unica sessione. Detto questo, però, non è nemmeno un titolo adatto a tutti, dato che richiede una certa sensibilità e la consapevolezza di star giocando a qualcosa di diverso e particolare.
Il codice per PC ci è stato offerto dal publisher.
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