Neptunia è, per i fan dei JRPG targati Idea Factory e Compile Heart, un po’ come qualcosa di sacro che non deve essere mai messo in dubbio. Senza alcuna remora possiamo dire che il fandom di Neptune è forse uno dei più attaccati al brand, pur senza cadere nelle pieghe più becere che la maggior parte di questi gruppi può creare – per maggiori informazioni chiedere ai fan di LoL – pur alimentando con immagini e meme simpatici l’icona della protagonista tenera e buffa allo stesso tempo. Dopo vari capitoli della saga principale, con l’incredibile Megadimension Neptunia VII a chiudere una parte importante della storia delle Divinità di Gameindustri e vari spinoff, Compile Heart si presenta ancora una volta sui nostri schermi (dopo il già citato Dragon Star Varnir di qualche settimana fa) con un’avventura un po’ diversa rispetto al solito. Leviamoci dalla mente i giochi di ruolo complicati e lunghissimi, Super Neptunia RPG è totalmente diverso e probabilmente questo lo ha penalizzato un po’… ma come? Scopritelo nella nostra review.
L’incipit di Super Neptunia RPG non è dei più originali. Infatti la nostra Nep ha nuovamente perso la memoria (cosa mai sfruttata, effettivamente, nelle precedenti avventure n.d.R.) e si ritrova in un mondo non più fatto di poligoni, bensì di pixel. La nostra protagonista deve ritrovare la propria memoria e per farlo si unisce a una gilda che le propone dei lavori finendo, però, a collaborare con il gruppo malvagio che comanda sulle terre della Gameindustri bidimensionale: Bombyx Mori. Neptune ritrova, dopo alcune piccole commissioni da membro di Bombyx Mori, una ragazza che dice di conoscerla – Chrome – che le fa fare la conoscenza di Histoire, il membro del gruppo che i fan della saga ricordano, famosa per essere il Grillo Parlante della compagnia. Nel corso della sua fuga Neptune incontra anche Blanc e Noire, anch’esse senza memoria, da qui la battuta della protagonista “Ma cos’è, c’era uno sconto paghi 1 prendi 3 sulle protagoniste prive di memoria?” che è l’emblema dell’intero brand Neptunia, con la costante rottura della quarta parete. Durante il corso del viaggio si andranno a perdere membri del gruppo e se ne troveranno altri, come la sempre-verde (si, battuta sul fatto che lei rappresenti l’Xbox) Vert che completerà così il trio di Dee.
Super Neptunia RPG dal punto di vista narrativo rappresenta in pieno lo spirito del brand e di Compile Heart che, nel corso degli anni, ha placato la fame di giochi di ruolo giapponesi a chi li brama sempre di più, dopo che tutti si stanno prodigando nel toglierli dalla circolazione. La rottura della quarta parete è, probabilmente, il segno distintivo dell’intera produzione che nei dialoghi punta molto su questo aspetto e sull’ironia della protagonista, quasi a voler far immedesimare i giocatori che per l’ennesima volta si troveranno nelle stesse situazioni di sempre. La cosa funziona, e molto bene, ma viene troppo inframmezzata da quello che è probabilmente il difetto più grande dell’intera produzione: l’eccessivo backtracking e l’assenza di una qualsivoglia spiegazione di ciò che si deve fare. Nel caso dobbiate saltare un dialogo per qualche motivo, sappiate che non esiste la possibilità di capire tramite una voce nel menù principale cosa stia succedendo e, soprattutto, dove la quest principale stia portando le nostre protagoniste. Il gioco, purtroppo, è pieno di queste scelte di design discutibili, sicuramente è considerabile un buonissimo esperimento, ma dal puro lato gameplay è lontanissimo dall’idea di “Neptunia” che ci si era creata negli ultimi anni.
Nel corso dei capitoli passati la certezza si chiamava “Sistema di combattimento” che tendeva ai classici turni, seppur con la possibilità di movimento e di poter creare delle combo tra i vari personaggi. Con questo capitolo Compile Heart e Artisan, lo studio Canadese che ha co-sviluppato il gioco, hanno deciso di ribaltare le carte e proporre un modello leggermente meno incentrato sui turni e più sulla tattica e sulla velocità di reazione. A inizio combattimento, infatti, un indicatore si caricherà e in base all’attacco che avremo impostato sui membri del team questo verrà consumato. La selezione della tecnica avviene tramite la pressione di uno dei tasti frontali del controller che rappresenta il personaggio del party che si trova in quella posizione nel campo da battaglia. Tenendo Neptune in alto, ad esempio, premendo Triangolo (Su Playstation 4) scateneremo il suo attacco per quando è in quella posizione. Infatti una delle possibilità tattiche è quella di poter cambiare la disposizione dell’intero gruppo facendolo girare e cambiando, così, le mosse a disposizione tra le 4 disponibili nel caso di team completo. Se dovessimo colpire il punto debole del nostro nemico ecco che le tacche che sono state utilizzate per quell’attacco lì ci verranno restituite permettendo di effettuare più assalti e fare quindi molti più danni. Sfruttare le debolezze è quindi fondamentale per riuscire a sconfiggere l’avversario più ostico e, sopratutto, per portare l’intera squadra in salvo.
Se questo sistema di combattimento può rappresentare un piccolo passo verso la diversificazione rispetto al passato, una grande rivoluzione è stata fatta nell’esplorazione degli ambienti. Infatti la nostra Neptune dovrà attraversare i paesaggi in cui si ritroverà saltando e sfruttando l’ambiente come nel più classico dei platform. Purtroppo, però, si vede l’inesperienza di Compile Heart in questa tipologia di giochi, visto che tutti i movimenti vengono effettuati tramite la levetta analogica che non è sempre precisa e, anzi, ci si ritroverà spesso a dover effettuare dei salti millimetrici decine e decine di volte. Per fortuna dopo qualche ora arriva, in nostro aiuto, un particolare mostro che potrà essere evocato per saltare più lontano e più in alto, permettendo alla protagonista di arrivare ad appigli prima irraggiungibili.
Se Super Neptunia RPG ci lascia perplessi sotto punti di vista, quel che c’è da elogiare è senza dubbio il lavoro artistico effettuato da Artisan e Compile Heart. Nei precedenti titoli abbiamo visto un grande riciclo di ambientazioni e texture man mano che si andava avanti nell’avventura, mentre qui ogni sfondo è quasi magico. Il passaggio dalla foresta di Lastation alle montagne innevate vicino a Lowee è qualcosa che lascia esterrefatti e lo stesso feeling si ha andando avanti nell’intera avventura. Non sono, però, solamente i paesaggi a far sbigottire, ma anche il character design, soprattutto delle new entry, che risulta azzeccato e praticamente perfetto su un titolo del genere. Si nota pure un lavoro minuzioso sulle animazioni che risultano perfette e che danno quel tocco in più ai personaggi a cui sono associate. Ottimo pure il lavoro fatto sulla soundtrack, sopratutto per il battle theme, che si adatta alla perfezione alle ambientazioni e alle situazioni.
Quello che, però, bisogna segnalare è la pessima realizzazione tecnica. Purtroppo su Playstation 4, piattaforma utilizzata per questa review, la situazione era disastrosa durante i combattimenti in cui venivano effettuati attacchi da più personaggi e con molti effetti a schermo, con un calo di framerate esagerato e qualche piccolo blocco. Caricamenti lunghissimi, invece, in alcune particolari scene durante i dialoghi tanto che, ad esempio, abbiamo dovuto aspettare 10 minuti solamente per un breve cambio scena.
Super forse non è il termine che useremmo per descrivere questa nuova iterazione della saga Neptunia; la storia interessante – seppur piena di clichè classici della serie – non viene però supportata dal contorno, con solamente le ambientazioni e il character design che spiccano nell’insieme. Tecnicamente non abbiamo trovato accettabili, almeno su Playstation 4, gli enormi problemi che si sono presentati durante la review e sopratutto il calo di frame che in un titolo del genere dovrebbe essere un fenomeno esistente solo nella fantasia. Se siete grandi fan della saga è da recuperare, magari sotto sconto, mentre per tutti gli altri è da acquistare solamente con l’idea che non sia un vero e proprio Neptunia, ma uno spinoff che ha le capacità ma non si applica.
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