Ben ritrovati ragazzi in questa nuova recensione! Oggi vi parlo di Two Point Museum, che, se vi ricordate, dal provato dell'anno scorso in quel di Colonia mi aveva lasciato elettrizzato, oltre che ad aver dato un senso ai soldi spesi per una laurea in archeologia, purtroppo, inutile... Dopo quelle prime fantastiche impressioni è finalmente arrivato il momento di vedere come si è comportato il nuovo titolo dei Two Point Studios.
Nella campagna di Two Point Museum, ci troviamo a rilevare musei abbandonati o trascurati che sono caduti nell’oblio nelle varie contee. Il primo museo ci propone un’estetica da fossili, preistoria ed epoca glaciale e ci guida passo dopo passo nel rilanciare il flusso di visitatori. È solo l’inizio di un percorso che ci porterà a gestire musei ancora più disastrati, ognuno con il proprio stile e le proprie meccaniche uniche. Le opzioni sono numerose e, una volta acquisita la giusta dimestichezza, possiamo affrontarli anche in modalità Sandbox, saltando del tutto la campagna.
Tra tutti i tutorial presenti nei giochi di Two Point, quello del Museo è senza dubbio il più riuscito. L’introduzione nel museo preistorico ci fornisce una base solida per apprendere come gestire il personale, collocare e decorare le esposizioni, vendere biglietti e merchandising, e migliorare l’efficienza complessiva della struttura. In poco tempo ci siamo sentiti pronti ad affrontare nuovi musei e le relative sfide. Tuttavia, sbloccare un nuovo museo non significa che abbiamo concluso con quello precedente: l’obiettivo resta quello di portarli tutti a cinque stelle, una alla volta. Ogni stella impone condizioni sempre più complesse, come esporre un determinato numero di mostre, raggiungere un flusso di cassa positivo o soddisfare obiettivi specifici. Nulla vieta di ignorare gli obiettivi principali per seguire i propri.
Le esposizioni e le spedizioni per ottenerle sono il cuore pulsante di Two Point Museum e ciò che lo rende unico nel suo genere. Ogni museo è dotato di una propria mappa delle spedizioni, ricca di luoghi in cui compiere scoperte. Procedendo nel gioco e completando obiettivi, sblocchiamo nuove aree con reperti esclusivi; alcune scoperte si sviluppano su più fasi, come la ricostruzione di uno scheletro di dinosauro: si parte dalla testa per poi completare il corpo con ulteriori spedizioni. Oltre ai bonus in Buzz, queste imprese offrono grande soddisfazione. Ogni museo introduce nuovi tipi di mostre, alcune delle quali richiedono stanze specializzate per essere esposte. Il nostro preferito è stato il museo soprannaturale, il Wailon Lodge. Qui ci troviamo a raccogliere fantasmi e costruire per loro delle “Stanze del Poltergeist” personalizzate. Alcuni spiriti odiano il fuoco, altri adorano i letti, mentre altri ancora hanno esigenze legate alla musica o alla vicinanza con altri fantasmi. Se non li accontentiamo, vanno su tutte le furie e mettono a soqquadro il museo, costringendo il nostro staff a intervenire. Possiamo anche vendere reperti, fantasmi inclusi, per ottenere denaro extra [anche se le implicazioni morali lasciano un po’ a desiderare N.d.R.]. Sono proprio queste meccaniche originali e stravaganti a rendere Two Point Museum irresistibile.
Una delle cose che abbiamo notato è che, una volta messo tutto in funzione, sono le spedizioni a mantenere vivo il gioco. Quando sblocchiamo una nuova area, non sempre sappiamo che tipo di reperti troveremo, rendendo difficile pianificare gli spazi espositivi. Ci ritroviamo così ad aspettare il ritorno delle spedizioni prima di decidere come procedere, rallentando i progressi più avanti nel gioco. Sebbene ci siano molte attività secondarie da gestire, questa attesa è un limite evidente. La progettazione degli edifici ha sempre giocato un ruolo fondamentale nei giochi Two Point, e in Two Point Museum lo è più che mai. A differenza di ospedali e università, i musei richiedono ambienti coerenti, percorsi intuitivi e un’estetica coinvolgente per accompagnare i visitatori lungo il percorso espositivo. Il gioco ci fornisce numerosi strumenti per trasformare il nostro museo in un’attrazione da sogno, anche se talvolta il sistema fatica a tenere il passo con la nostra creatività.
Una delle meccaniche principali resta la creazione di stanze assegnate a servizi come i bagni o le aree relax per lo staff. Tuttavia, la maggior parte delle esposizioni va posizionata nello spazio aperto del museo [fanno eccezione i pesci e i fantasmi, che richiedono stanze specifiche N.d.R.]. Abbiamo a disposizione pareti, divisori, porte e accessori per costruire percorsi personalizzati, ma la gestione di queste strutture può risultare macchinosa. Le pareti libere, ad esempio, presentano numerose regole di collisione e angolazione rigide. Spesso ci siamo scontrati con problemi nel costruire stanze non rettangolari, e capita che un muro entri in conflitto con altri elementi, costringendoci a modificare l’intera struttura. Anche gli oggetti richiedono attenzione: possono essere ruotati liberamente, ma le loro aree interattive devono essere rispettate, altrimenti il gioco ci obbliga a spostarli o rimuoverli. In un titolo come questo, avremmo gradito la possibilità di creare pareti curve, ma ci siamo dovuti accontentare delle geometrie a griglia.
Nonostante questi piccoli fastidi, abbiamo apprezzato molto il livello di personalizzazione offerto. Possiamo modificare pavimenti, carte da parati, illuminazione e finestre in ogni stanza, creando atmosfere uniche per ciascuna area del museo. Avremmo voluto opzioni ancora più ricche, ma rispetto ai titoli precedenti, questa libertà rappresenta un enorme passo avanti. Un plauso va anche a Two Point Radio e all’annunciatore in sovrimpressione, probabilmente i migliori mai visti nella serie. La colonna sonora rilassante si alterna a programmi radiofonici che commentano in modo spiritoso ciò che accade nel museo o nella contea. La voce fuori campo, oltre a essere divertente, ci avverte se c’è qualcosa che richiede la nostra attenzione, come mostre da gestire o problemi con il personale. È un sistema utile e mai invadente, capace di rendere l’esperienza ancora più fluida e piacevole.
In conclusione, possiamo dire che Two Point Museum rappresenta, secondo noi, il miglior connubio tra gestionale e creatività firmato Two Point Studios. Raggiungere le cinque stelle richiede impegno, ma la soddisfazione di vedere i nostri spazi vuoti trasformarsi in attrazioni uniche è impagabile. Anche quando abbiamo raggiunto solo una stella al Wailon Lodge, eravamo così orgogliosi del nostro labirinto infestato da volerlo ammirare ancora un po’. Il gioco genera qualche momento di frustrazione legato all’attesa e alla costruzione libera, ma ci regala anche momenti di vera soddisfazione, quando vediamo i visitatori divertirsi nel nostro museo personalizzato. E questo è esattamente ciò che vogliamo da un gioco Two Point.
Il codice ci è stato fornito per PC dal publisher.
Devi essere connesso per inviare un commento.